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Programma di aiuto per le pmi in difficoltà

Katie Deal, Washington Analyst,
U.S Equity Division

  • Tempo di lettura: 5 minuti
Sono necessarie ulteriori misure per supportare le piccole imprese e i loro dipendenti.

Tra le tante risposte fiscali alla pandemia da coronavirus, forse ad attirare più attenzione sono stati i programmi federali per le piccole imprese negli Usa. E c’è una buona ragione.

Le piccole imprese sono un’importante fonte di crescita economica e di creazione di posti di lavoro negli Usa, tant’è che secondo la Small Business Administration (SBA) rappresentano quasi la metà dell’occupazione nazionale e il 43,5% del Pil. Inoltre, è ormai diventato evidente che la pandemia sta impattando maggiormente sulle piccole imprese. Le small cap rappresentano il 38% del totale delle entrate aziendali; ma nel settore del food&beverage, che è stato duramente colpito, rappresentano il 65% delle entrate totali. Gli shock sistemici e lo stress secolare creati dalla pandemia porteranno alla chiusura di realtà aziendali che prima del coronavirus erano in salute.

In risposta al “danno” economico causato dalla pandemia da coronavirus, il governo federale ha fornito un aiuto alle piccole imprese attraverso due distinti disegni di legge. Il Coronavirus Aid, Relief and Economic Security (CARES) Act ha finanziato le piccole imprese, attraverso il Paycheck Protection Program (PPP), con 349 miliardi di dollari di prestiti a tasso agevolato. Il Congresso ha poi autorizzato ulteriori 310 miliardi di dollari in un disegno di legge separato.

Ma per quanto attraenti, i prestiti PPP sono difficili da implementare e amministrare. Il programma consente alle piccole imprese con meno di 500 dipendenti o a determinati franchising di ricevere il “perdono del prestito”, a condizione che il 75% dell’importo del prestito stesso venga utilizzato per coprire otto settimane di costi del personale. Il restante 25% può essere utilizzato per finanziare alcuni costi operativi come interessi ipotecari e utenze. Il limite del prestito è di 10 milioni di dollari, con un tasso di interesse fisso dell’1% e una scadenza di due anni.

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Il PPP ha sofferto a causa del duplice problema riguardante i volumi dei prestiti concessi e l’esecuzione. Secondo il Dipartimento del Tesoro Usa, l’SBA ha coperto quasi 14 anni di emissione di prestiti nei primi 14 giorni del programma. La forte domanda ha costretto la SBA ad accelerare le operazioni mentre lavoravano da remoto a causa delle misure di contenimento del virus.

… anche se il PPP mitigherà i problemi di molte aziende, è improbabile che il programma riesca a prevenire il collasso delle piccole imprese se la domanda non si riprenderà nel breve periodo.

Inoltre, il Tesoro ha impiegato diverse settimane per colmare il vulnus legislativo per alcuni player, come i proprietari di franchising e le società partecipate dal private equity. Questo ritardo ha creato dei problemi nell’implementazione del programma.

Poiché l’SBA si è affidato a finanziatori privati autorizzati per l’amministrazione di questi prestiti, le banche sono considerate responsabili delle richieste di risarcimento per frode e per uso improprio dei fondi. Questo rischio ha incentivato le banche a favorire chi era già cliente e ha limitato il numero e la tipologia di imprese che sono riuscite ad accedere alle agevolazioni.

Il Ministero del Tesoro e la SBA sono stati soggetti anche a un controllo politico per due problemi: l’approvazione di prestiti per piccole imprese a grandi società pubbliche con accesso a capitale privato e lo sproporzionato numero di prestiti concessi alle società negli Stati “indecisi” (non c’è un partito o un candidato predominante) rispetto alle società degli Stati “non- indecisi”.

Supporto futuro

L’SBA e il Tesoro hanno assunto un maggior numero di dipendenti per amministrare il programma e hanno fornito le necessarie indicazioni per la concessione dei prestiti. Il Congresso ha reintegrato i fondi del CARES Act che si sono rapidamente prosciugati e ha stanziato fondi per le imprese poco servite finanziariamente e con il minor numero di dipendenti. Il Tesoro ha anche deciso per un obbligo di rimborso del capitale investito che impone alle società quotate in Borsa di restituire i prestiti PPP.

Ci aspettiamo che il Congresso aggiunga ulteriori misure di finanziamento per lo SBA oltre la data di scadenza del programma fissata al 31 luglio e che crei fonti di finanziamento più mirate, in particolare per le piccole imprese che hanno bisogno di liquidità. Il finanziamento delle small cap è supportato da entrambi i principali partiti politici, che dovrebbero incentivare ulteriori stimoli. Tuttavia, è probabile che linee guida sui prestiti futuri saranno più rigorose, soprattutto considerando che la massiccia espansione del PPP sta facendo scuola.

Ciò detto, mentre il PPP mitigherà i problemi di molte aziende, è improbabile che il programma riesca a prevenire il collasso delle piccole imprese se la domanda non si riprenderà nel breve periodo.

L’importo che il Congresso ha autorizzato per i prestiti alle piccole imprese nell’ambito del Paycheck Protection Program (PPP).

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