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Navigare in un mondo di crisi interconnesse
Katie Deal,  Associate Analyst
Le opportunità generate dalla politica nell’era Biden

Punti chiave

  • In un contesto di interconnesse, il panorama legislativo e regolamentare degli Stati Uniti preoccupa gli investitori.

  • Il coronavirus ha aumentato l’incertezza sui mercati, sollevando dubbi sugli strumenti che i governi utilizzeranno per uscire dalla crisi.

  • Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha già adattato la sua retorica da “trasformazione” a “gestione delle crisi”, allineando la sua agenda legislativa per i prossimi quattro anni.

In T. Rowe Price, il nostro team di ricerca sulle politiche pubbliche supporta analisti e gestori in tutte le fasi del processo di investimento. Lavoriamo a stretto contatto con il team ESG per integrare i “catalist” politici e i fattori di rischio nel “Responsible Investing Indicator Model” (RIIM), aiutando gli investitori a valutare le possibili implicazioni delle scelte legislative.

Nuovi timori sulla politica statunitense

Tra il 2016 e il 2020 abbiamo assistito a un netto aumento dei timori legati alla volatilità politica che guida il contesto legislativo e regolamentare. Nonostante questo picco di incertezza, il mercato azionario statunitense ha continuato a correre, con l’indice S&P 500 che ha guadagnato più di 1.000 punti (Fig. 1).

Anche nel 2021 gli investitori hanno espresso preoccupazione per il contesto legislativo e regolamentare, ma per un motivo completamente diverso: la gestione delle crisi. Data l’incertezza economica figlia della pandemia da coronavirus, le aspettative degli investitori sul futuro continuano a cambiare. In particolare ci si interroga su come potrebbe essere la “nuova normalità” per l’economia globale e su quali strumenti i governi useranno per uscire alla crisi.

Abbiamo visto il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden adattare la sua retorica da “trasformazione” a “gestione della crisi”, inquadrando il governo federale come fonte di stabilità per le famiglie e le imprese americane – non solo per la doppia crisi, economica e sanitaria, ma anche per i rischi posti dal cambiamento climatico e dalla disuguaglianza razziale.

La sfida delle crisi interconnesse

La principale priorità dell’amministrazione Biden è aiutare la nazione a curare le ferite causate dalla pandemia da coronavirus.

Coronavirus: salute pubblica e crisi economica

La principale priorità dell’amministrazione Biden è aiutare la nazione a curare le ferite causate dalla pandemia di coronavirus.
Nel 2022 a dominare la scena saranno i piani di stimolo proposti dalla stessa amministrazione: l’American Rescue Plan Act, approvato l’11 marzo 2021, che ha una dotazione di 1,9 trilioni di dollari; e il “Build Back Better Plan”, proposto in due fasi: l’American Jobs Plan, con investimenti in energia pulita e infrastrutture; e l’American Families Plan, con investimenti nelle “infrastrutture umane” legate all’assistenza sanitari, all’infanzia e alla sicurezza sociale. Si stima che queste misure porteranno a spese comprese tra 2 trilioni di dollari e 4 trilioni e a un aumento delle entrate compreso tra 1 e 2 trilioni.

Tra pagamenti diretti ai consumatori e incentivi per le tecnologie rinnovabili e verdi, questi piani iniettano nell’economia USA una quantità di stimoli federali senza precedenti. La piattaforma “Build Back Better” investe anche nelle cosiddette “legacy infrastructure” (infrastrutture da innovare), creando opportunità nei servizi pubblici e nei settori legati alla modernizzazione della rete, Internet a banda larga, trasporti e sistemi idrici. E per aumentare la forza lavoro e il salario minimo, l’amministrazione Biden potrebbe anche provare a introdurre delle riforme sul lavoro, anche se probabilmente non passerebbero il processo di riconciliazione del Congresso. Questi cambiamenti potrebbero avere implicazioni significative per diversi settori durante e dopo la pandemia, modificando le aspettative degli investitori su politica fiscale, crescita del prodotto interno lordo e inflazione.

Cambiamenti climatici: incentivi legislativi e deterrenti normativi

Anche se difficilmente vedremo durante questo mandato presidenziale un pacchetto completo di riforme ambientali come il Green New Deal, dovremmo comunque aspettarci un cambio di marcia significativo rispetto all’attuale quadro normativo, visto che il Presidente Biden vuole costruire uno dei portafogli di politica ambientale più progressisti nella storia degli Stati Uniti. In particolare, attraverso interventi legislativi, l’amministrazione Biden vuole da un lato incentivare l’adozione di tecnologie verdi da parte dei consumatori e dell’industria, come i veicoli elettrici e l’energia rinnovabile, e dall’altro disincentivare l’uso continuo e l’espansione dei combustibili fossili. Gli Stati Uniti hanno anche aderito all’Accordo di Parigi sul clima e il Presidente cercherà di diffondere raccomandazioni politiche per innovazioni climatiche come la decarbonizzazione. Prevediamo inoltre che l’amministrazione Biden chiederà l’utilizzo di requisiti di divulgazione e valutazione del rischio climatico più rigorosi da parte delle aziende, influenzando la nostra analisi del rischio ambientale. Questi cambiamenti rappresentano un’opportunità per impegnarsi in maniera attiva con le aziende in cui investiamo, condividendo la nostra esperienza e competenza, e consigliando le migliori pratiche in materia di divulgazione.

Disparità sociali: diritti civili, populismo e disuguaglianza economica

Il Presidente Biden ha identificato nell’ingiustizia razziale un elemento di criticità per gli Stati Uniti, che si interseca con altri problemi, come la disuguaglianza economica. Nodi che dovrebbero essere sciolti dall’attuale amministrazione con interventi normativi. Allo stesso tempo, però, è fondamentale anche guardare ai diritti dei lavoratori, intervenendo su più fronti: miglioramento della sicurezza sul lavoro, aumento del salario minimo, e penalizzazione delle pratiche discriminatorie. Inoltre, bisognerebbe introdurre una fiscalità per famiglie e imprese tale da risolvere il problema dell’iniqua distribuzione della ricchezza negli Stati Uniti. Anche se lo stallo attuale può impedire alla maggioranza democratica di raggiungere molti di questi obiettivi, ci aspettiamo che l’amministrazione Biden si impegni per perseguire questi obiettivi attraverso tutti gli strumenti normativi a disposizione.

Dopo l’attacco del 6 gennaio al Campidoglio, i timori legati alle informazioni falsificate e guidate dalla propaganda (amplificate da algoritmi che perpetuano l’isolamento di specifici gruppi demografici e geografici negli Stati Uniti) hanno portato a una rinnovata spinta per la regolamentazione tecnologica. Con Congresso, Dipartimento di giustizia, Federal Trade Commission e Federal Communications Commission che inizieranno a proporre strumenti per regolamentare il comportamento dell’azienda, monitoreremo il modo in cui le società risponderanno alle preoccupazioni sulla privacy dei dati, sulla responsabilità dei contenuti e sulla concentrazione del mercato.
Dal punto di vista degli investimenti, gli effetti di tali interventi normativi sulle società potrebbero rivelarsi significativi.

La politica nella nostra analisi degli investimenti

Con il governo federale degli Stati Uniti che continua a rispondere ai cambiamenti generati dal coronavirus, e comincia ad affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico e dalle disparità sociali, dovremmo aspettarci ulteriori cambiamenti nella politica, con implicazioni significative per i mercati finanziari. Continueremo a monitorare l’azione del governo e a incorporarla nella nostra analisi fondamentale.

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