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Nei suoi primi 100 giorni, Biden traccia grandi cambiamenti per l’economia

Katie Deal, Associate Analyst

Biden si concentra sui finanziamenti al miglioramento e innovazione delle infrastrutture.

Nel suo primo discorso al Congresso, il Presidente Joe Biden ha fatto capire senza mezzi termini che i suoi primi 100 giorni sarebbero stati precursori della sua agenda futura: un investimento significativo e rivoluzionario in infrastrutture e nelle reti di sicurezza sociali finanziato da un pacchetto di aiuti da 1.900 miliardi di dollari approvato all’inizio di quest’anno.

Se messi in atto, la massiccia spesa e gli aumenti fiscali necessari per finanziare questi piani potrebbero avere importanti ricadute sui mercati e sull’intera economia statunitense. A nostro avviso, tecnologia, healthcare, industriali e utility sono i settori che hanno le maggiori probabilità di essere influenzati dalle possibili novità legislative.

…tecnologia, industriali, healthcare e utility sono i settori che hanno le maggiori probabilità di essere influenzati dalle possibili novità legislative.

Parola d'ordine "ricostruzione"

La piattaforma “Build Back Better” (ricostruire e meglio) con cui Biden intende ridisegnare l’economia comprende due pacchetti: la “American Jobs Plan” (AJP), che si concentra sulla spesa per le infrastrutture e sulla promozione dell’innovazione nei settori chiave, e la “American Families Plan” (AFP), che intende facilitare l’accesso all’istruzione espandendo ed estendendo i crediti d’imposta per le famiglie a basso reddito e per quelle con bambini. Queste ultime proposte intendono accelerare il ritorno sul mercato del lavoro dei lavoratori con figli e potrebbero dare un impulso ai consumi.

Ci aspettiamo che questi provvedimenti passino prima della fine dell’anno attraverso il processo di riconciliazione del bilancio, che richiede la maggioranza al Senato. Alcune proposte in tema di spesa e di aliquote fiscali non sono eccessive (da 2.500 a 4.000 miliardi di dollari di spese a fronte di maggiori entrate fiscali per 1.000-2.000 miliardi) e quindi potrebbero davvero diventare legge.

Priorità di spesa

L’attenzione degli investitori si concentrerà probabilmente sul “Jobs Plan”, che prevede una spesa di circa 2.250-2.500 miliardi di dollari. I punti chiave del piano prevedono aiuti che potrebbero arrivare a 621 miliardi di dollari per le infrastrutture e le tecnologie energetiche pulite, in particolare veicoli elettrici, per l’ammodernamento e l’espansione della rete elettrica e per il miglioramento strutturale ed ecologico degli edifici.

Nella cifra sono inclusi anche i finanziamenti per la realizzazioni di reti wireless 5G e per la banda larga, nonché investimenti in infrastrutture più tradizionali, come strade e ponti. Quest’ultima voce di spesa potrebbe essere aumentata dagli introiti di una legge sulle autostrade da 500 miliardi di dollari che dovrebbe essere confermata nel corso dell’anno.

L’American Jobs Plan prevede lo stanziamento di circa 880 miliardi di dollari per “tecnologie critiche”, tra cui la produzione di semiconduttori, lo sviluppo di vaccini e altri settori ritenuti strategicamente importanti per la competitività e la sicurezza degli Stati Uniti. Le spese dovrebbero comprendere investimenti in ricerca e sviluppo e una politica di acquisti a livello federale incentrata sull’innovazione, con un’enfasi particolare sull’energia pulita e sul miglioramento ecologico dell’industria americana. Il piano espande e/o estende anche i crediti d’imposta per le tecnologie avanzate, per il settore manifatturiero e per riportare in patria le catene di approvvigionamento.

Molte di queste proposte di spesa sembrano godere di un sostegno sufficiente all’interno del Partito Democratico, anche se il Congresso deve ancora identificare i meccanismi di finanziamento e i dettagli necessari per l’attuazione di queste priorità strategiche. I potenziali beneficiari di queste misure potrebbero essere le utility, l’intera filiera dei veicoli elettrici, i fabbricanti di macchine per produrre semiconduttori e le imprese i cui prodotti promuovono l’efficienza e la transizione verso l’energia pulita.

Chi paga il conto

I costi dell’American Jobs Plan e dell’American Families Plan sarebbero finanziati, in parte, da aumenti delle tasse sulle imprese e sulle persone fisiche. Tuttavia, riteniamo possibile che alla fine la spesa sia finanziata da un aumento del deficit in misura superiore a quanto inizialmente proposto dall’Amministrazione Biden.

Le grandi società tecnologiche statunitensi, così come le multinazionali farmaceutiche, si troveranno a sostenere l’onere di un regime fiscale internazionale più severo.

Le proposte tese a finanziare l’AJP prevedono un aumento dell’imposta sulle imprese. L’aliquota passerebbe dal 21% previsto dal Tax Cuts and Jobs Act del 2017 al 28%, un livello di imposta che sarebbe comunque inferiore all’aliquota precedente al 2017, che era del 35%.

Visto il sostegno di alcuni senatori a un’aliquota al 25%, è probabile che la proposta di Biden debba attraversare un periodo di transizione prima di poter raccogliere abbastanza voti per essere approvata.

Biden sembra invece godere di un sostegno sufficiente per aumentare le tasse sui profitti realizzati all’estero dalle imprese americane, considerando anche l’ampio sostegno dell’opinione pubblica. Le proposte di Biden eliminerebbero le deduzioni che consentono di ridurre l’aliquota fiscale effettiva pagata dalle multinazionali, mentre il prelievo sul reddito intangibile globale a bassa tassazione (GILTI) aumenterebbe dal 10,5% al 21%. In sede di negoziazione l’aliquota potrebbe essere in qualche modo ridotta, ma è improbabile che scenda significativamente al di sotto del livello proposto da Biden. Le grandi società tecnologiche statunitensi, così come le multinazionali farmaceutiche, si troveranno quindi a sostenere l’onere di un regime fiscale internazionale più severo.

L’amministrazione Biden ha anche invocato una qualche forma di imposta minima sul reddito contabile1 per colpire quelle grandi società statunitensi che pagano imposte minime. Ma anche se questa proposta dovesse raccogliere un appoggio politico sufficiente per essere approvata, il suo impatto potrebbe essere smorzato dall’introduzione di deduzioni fiscali e concessioni a favore di specifici settori, in particolare quelli sostenuti dall’American Jobs Plan e dall’American Families Plan.

Per quanto riguarda le imposte sulle persone fisiche, l’AFP prevede che sopra il milione di dollari di reddito, l’aliquota su plusvalenze e dividendi venga equiparata a quella ordinaria sui redditi (39,6%). Questa aliquota potrebbe però scendere al 28%, un livello che molti esperti ritengono ottimale per generare entrate.

Tutte queste proposte di aumento delle entrate sono ancora in una fase iniziali. Date le potenziali implicazioni sugli utili aziendali e sugli investitori, seguiremo attentamente la loro evoluzione.

I settori da tenere d'occhio

Anche se l’AFP non prevede misure per ridurre i costi dell’assistenza sanitaria, l’amministrazione Biden potrebbe attendere le elezioni di metà mandato del 2022 per cercare di allargare l’accesso all’assicurazione sanitaria previsto dall’Affordable Care Act e per provare a introdurre misure per ridurre i costi dei farmaci da prescrizione. Gli investitori dovrebbero anche prendere in considerazione la possibilità di un intervento del governo sulle mega piattaforme Internet statunitensi, in particolare per affrontare i problemi di privacy e le loro pratiche che alcuni legislatori hanno descritto come anticoncorrenziali.

Di sicuro, ora che i primi 100 giorni di Biden sono alle spalle, possiamo dire che i potenziali cambiamenti in arrivo nei prossimi 12-18 mesi avranno importanti conseguenze sui mercati, sull’economia nel suo insieme e su specifici settori.

1Il reddito contabile è il reddito netto che le società riportano nel proprio bilancio agli azionisti. Questo valore può differire in modo significativo dal reddito imponibile o dal reddito su cui una società paga le tasse.

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