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USA ed Europa, si raffreddano le tensioni commerciali

Katie Deal, Associate Analyst

Probabilmente Biden cercherà il sostegno europeo per esercitare pressione su Pechino

Gli Stati Uniti e l’Europa hanno annunciato una sospensione di quattro mesi delle tariffe sull’annosa disputa relativa all’ingiusto sostegno governativo alle compagnie aerospaziali Airbus e Boeing. Una decisione che segue un accordo simile raggiunto tra USA e Regno Unito e che segnale il desiderio del Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, di alleggerire le tensioni commerciali. 

È un primo passo verso una collaborazione di più lungo termine, con Biden che punta a risolvere sfide chiavi come la tassazione sui guadagni a livello mondiale delle Big tech USA le tariffe su acciaio e alluminio imposte dall’ex Presidente americano, Donald Trump.

Tuttavia, è probabile che il processo di ripristino delle relazioni sia diplomatiche sia commerciali si estenda ben oltre il singolo mandato presidenziale.

Affrontare le tensioni commerciali d'oltreoceano

La distensione tariffaria su flussi commerciali per circa 12 miliardi di dollari ci segnala che Stati Uniti ed Europa stanno negoziando per una risoluzione della disputa Airbus-Boeing sui presunti (e ingiusti) sussidi governativi ricevuti da entrambe le società. Oltre a uno sgravio delle tariffe, un accordo fornirebbe alle compagnie aerospaziali maggiore trasparenza sui meccanismi di finanziamento appropriati per lo sviluppo di nuovi velivoli. Una preoccupazione crescente, visti i rapidi passi avanti fatti dalla Cina in questo settore. 

Con l’avanzare del 2021, Stati Uniti ed Europa avranno ulteriori opportunità per superare l’impasse commerciale….

Con l’avanzare del 2021, Stati Uniti ed Europa verranno nuove opportunità per affrontare alcune “impasse” commerciali, come quella relativa all’imposta digitale transfrontaliera proposta dall’OCSE o alla riforma delle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio sui sussidi. A nostro avviso, la soluzione OCSE comporterà un prelievo fiscale del 2%-3% sulle entrate digitali nella giurisdizione in cui vengono generate. Un cambio di regolamentazione che per le Big tech USA dovrebbe rivelarsi gestibile, con l’aumento dei costi che molto probabilmente sarà trasferito agli inserzionisti e ai commercianti locali.

Nella seconda metà del 2021, poi, le tariffe Trump sulle importazioni di acciaio e alluminio degli Stati Uniti saranno probabilmente ridotte, se non addirittura eliminare per alleati tradizionali come Europa, Giappone e Corea del Sud.

Le probabilità che Stati Uniti ed Europa riescano a risolvere i loro conflitti entro fine anno sono in aumento, ciò nonostante c’è ancora tanto lavoro da fare. Gli investitori dovrebbero essere consapevoli dei potenziali rischi al ribasso dei colossi Internet statunitensi, che potrebbero ritrovarsi a fare i conti con nuove tasse digitali transfrontaliere se gli sforzi dell’OCSE non dovessero produrre i loro effetti. Le industrie manifatturiere soffrirebbero anche se le tariffe restassero in vigore o se addirittura aumentassero a causa delle tensioni commerciali.

Ancora duri con la Cina, ma un alleggerimento delle tensioni non è impossibile

Ci aspettiamo che l’approccio “hawkish” degli Stati Uniti verso la Cina continui. L’amministrazione Biden probabilmente cercherà il sostegno dell’Europa nell’esercitare pressioni su Pechino affinché riduca il dumping e risolva le questioni sui diritti di proprietà intellettuale, con l’obiettivo di rafforzare la posizione degli Stati Uniti in vari settori.

Sebbene non ci aspettiamo che Biden estenda la leva negoziale dei dazi ad ampio raggio sui prodotti cinesi, l’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti potrebbe riprendere i negoziati con Pechino durante la seconda metà dell’anno, spianando la strada a un possibile sgravio tariffario. Eventuali tagli si concentreranno probabilmente sui prodotti di consumo, in particolare quelli soggetti a un prelievo inferiore al 7,5%. Tuttavia, se dovessero riaccendersi le tensioni sulle azioni della Cina nei confronti di Taiwan o della popolazione Uyghur nello Xinjiang, allora la possibilità di un eventuale taglio delle tariffe sfumerebbe subito.

Gli investitori dovrebbero continuare a monitorare l’evoluzione della politica commerciale americana, che potrebbe avere un impatto significativo sulle aziende industriali e alimentari, nonché sul settore delle bevande alcoliche e sul comparto tecnologico.

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