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Il risultato delle presidenziali piace al mercato

Katie Deal, Associate Analyst
John Linehan, Portfolio Manager
Mark Vaselkiv, Chief Investment Officer, Fixed Income

Un Congresso diviso potrebbe favorire politiche più moderate

Punti chiave

  • Le prime reazioni del mercato agli esiti delle presidenziali americane sono state positive, ma la transizione post-elettorale può creare volatilità nel breve termine.

  • Se i Repubblicani manterranno il controllo del Senato dopo il ballottaggio in Georgia, un Congresso diviso potrebbe ostacolare l’agenda legislativa dell’amministrazione Biden.

  • Il controllo del Senato da parte dei Repubblicani escluderebbe, quasi sicuramente, un aumento significativo delle tasse. La presidenza Biden potrebbe quindi concentrarsi soprattutto sulla regolamentazione e sulla politica estera.

Sebbene il Presidente Donald Trump non abbia ancora digerito la sconfitta e, anzi, abbia intrapreso un’azione legale per contestare i risultati di alcuni “Stati chiave”, i voti delle elezioni 2020 sembrano aver consegnato la presidenza al Democratico Joe Biden. Due ballottaggi in Georgia, previsti a gennaio, ridefiniranno finalmente gli equilibri al Senato. Attualmente, la prospettiva più gettonata è quella di un Governo diviso, con i Democratici che mantengono stretto il controllo della Camera.

Anche se il mercato sembra aver accolto con favore il nuovo Presidente, la transizione post-elettorale potrebbe generare volatilità. Ma secondo i professionisti di T. Rowe Price sono altri i veri elementi di criticità, come gli eventuali progressi sul vaccino contro il coronavirus.

“Penso che gli occhi saranno puntati più sulla risposta al Covid che sulle elezioni”, dice John Linehan, CIO Equity di T. Rowe Price. “Solo una seria contestazione del risultato elettorale potrebbe avere delle ripercussioni, con i mercati che molto probabilmente entreranno in modalità risk-off.”

Elezioni e questioni politiche

Con un Congresso zoppo (cioè con ridotta libertà di azione) prima dell’insediamento di Biden, i mercati si concentreranno soprattutto sulla prospettiva di ulteriori stimoli fiscali, con i negoziati che si erano interrotti poco prima delle presidenziali.

Secondo Katie Deal, analista della Divisione Equity di Washington, c’è solo una piccola possibilità di vedere una legislazione fiscale significativa prima della fine dell’anno. Considerato la maggioranza risicata che entrambi i partiti avranno al Senato, per i Democratici sarà difficile eguagliare il precedente pacchetto da 2,2 trilioni di dollari, che non era riuscito ad andare oltre la Camera. 

Anche se il mercato sembra aver accolto con favore l’esito delle presidenziali, la transizione post-elettorale potrebbe generare volatilità.

Supponendo che i Repubblicani si aggiudicheranno almeno uno dei due seggi al Senato in Georgia, è probabile che lo scenario fiscale del 2021 sarà guidato da un Governo diviso. “Con un Senato in mano al GOP (“Gran Vecchio Partito”), una proposta di aumento di qualsiasi entità dell’aliquota fiscale sarebbe morta all’arrivo”, prevede Linehan.

In questo scenario, Mark Vaselkiv, CIO Fixed Income di T. Rowe Price, suggerisce che alla fine il dibattito fiscale potrebbe ritornare sulla questione di cosa fare per evitare l’esplosione dei deficit federali. Almeno per ora, entrambe le parti sembrano riconoscere la necessità di un “accomodamento” tributario. La mancata approvazione di nuovi incentivi fiscali all’inizio del nuovo anno potrebbe far aumentare il rischio di una doppia recessione, avverte Vaselkiv.

Uno sguardo alla politica monetaria

Un aspetto significativo che quasi certamente non verrà modificato dalle elezioni è il massiccio sostegno in termini di liquidità della Fed all’economia e ai mercati finanziari. Misure che hanno spinto al ribasso lo spread del credito e favorito un aumento del debito societario, sia investment-grade sia high yield. “Quello che ha fatto la Fed è stato straordinario”, osserva Vaselkiv.

Eppure, nonostante l’aumento della liquidità, i rendimenti dei Treasury a breve e lungo termine sono rimasti bassi e stabili, segno che le aspettative d’inflazione sono ancora deboli. Ciò, consentirebbe alla Banca Centrale americana di evitare l’aumento dei tassi fino al 2024 e forse anche fino al 2025, aggiunge Vaselkiv.

Regolamentazione e politica commerciale

In uno scenario di Governo diviso sarà difficile vedere grandi manovre fiscale e di conseguenza l’amministrazione Biden, per far avanzare la sua agenda, potrebbe focalizzarsi sulla politica normativa e più in particolare sull’obiettivo di transizione dal combustibile fossile alle energie rinnovabili. Ma se da un lato la nuova regolamentazione energetica avrebbe la forza di scoraggiare la spesa in conto capitale del settore, dall’altro lato potrebbe portare a una riduzione dell’offerta e a un conseguente aumento dei prezzi dell’elettricità, afferma Linehan.

Più improbabili, secondo Deal, cambiamenti significativi nella politica sanitaria, come l’aggiunta di un’opzione assicurativa pubblica all’Affordable Care Act. Entrambe le parti, invece, hanno manifestato la volontà di regolamentare le Big della tecnologia, ma le loro proposte sono molto diverse e quindi difficilmente ci sarà un intervento rapido su questo fronte.

La politica commerciale è un altra area in cui la nuova amministrazione potrebbe cercare di differenziarsi, continua Deal. Biden ha espresso il desiderio di normalizzare le relazioni con i tradizionali partner commerciali, come l’Unione Europea, il Giappone e la Corea del Sud. La Cina, invece, potrebbe rivelarsi un caso a sé. Ma senza progressi concreti nei rapporti con Pechino, il nuovo Presidente difficilmente potrà rinunciare al regime tariffario imposto da Trump.

Le implicazioni sui mercati

Per quanto riguarda gli investitori azionari, è improbabile che l’esito delle elezioni porti a una compressione in termini di dispersione dei rendimenti, in particolare tra il growth e il value. Va detto, comunque, che molto dipenderà dall’andamento della pandemia, anche perché nuovi progressi fronte vaccino e una forte crescita economica potrebbero potenzialmente avvantaggiare settori ciclici come l’energia, afferma Linehan.

Nei mercati del credito, invece, i tassi di interesse molto bassi, il calo dei default e il sostengo in termini di liquidità da parte della Fed, rimarranno probabilmente tutti fattori positivi nel periodo post-elettorale. Eppure, se la ripresa economica dovesse accelerare, i rendimenti a lungo termine del Treasury potrebbero aumentare all’inizio del 2021, afferma Vaselkiv.

Un curva dei rendimenti più ripida dovrebbe migliorare i margini di finanziamento e quindi la redditività per banche e altri intermediari. Tuttavia, anche un modesto aumento potrebbe generare perdite sui titoli a lunga durata, avverte Vaselkiv. Il suggerimento per gli investitori è di prendere in considerazione le obbligazioni high yield e i prestiti bancari a tasso variabile, che sono meno sensibili al rischio di duration.

Conclusioni

Anche se le elezioni 2020 avranno degli effetti sui mercati nel breve termine, continuiamo a credere che i risparmiatori dovrebbero concentrarsi sulle strategie di investimento a lungo termine, evitando possibili aggiustamenti di portafoglio per effetto degli eventi politici.

Storicamente, le performance del mercato azionario sono state relativamente coerenti con i Presidenti di entrambe le parti, osserva Linehan, secondo cui il continuo riposizionamento sulle varie asset class nel breve periodo può risultare molto costoso.

Il riposizionamento del portafoglio, con lo switch da un asset class all’altra necessario per rispondere ai cambiamenti politici di breve periodo, potrebbe richiedere costi piuttosto elevati.

Mark Vaselkiv, CIO, Fixed Income

“È molto facile lasciarsi prendere dal panico vedendo i risultati delle elezioni”, dice Linehan. “Ma pensiamo che mantenere un approccio equilibrato e continuare a essere ponderati e attenti siano le chiavi per il successo degli investimenti a lungo termine”.

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